
Rudy Marra
Sono un genio ma non lo dimostro
Durata totale: 47:00
Genre: cantautorale, rock
1) Amore di contrabbando
2) Trompe l'oeil (facciamo finta)
3) Il morso
4) Theo e Vincent
5) Mio fratello Theo
6) Quello di cui ho bisogno
7) L'ombra
8) Barricate
9) Di viaggi, naufragi e salvataggi
10) Sono un genio ma non lo dimostro
11) L'uomo mosca
12) Ognuno pensi per sé
Review
by Maurizio Bianchimano
Vote: 8.0/10
Ho scoperto Rudy Marra negli anni novanta (1995 per l'esattezza) con il suo ottimo “Sopa d'amour”, in cui l'artista pugliese mischiava diversi generi musicali ad una vena lirica sia ironico – sarcastica, ma con aspetti intimistici di grande sensibilità personale (mi ricordava a tratti il grande Rino Gaetano). Ora mi trovo nel 2008 a parlare del suo lavoro del 2007 “Sono un genio ma non lo dimostro”, ci troviamo di fronte a un valido prodotto pervaso di mille atmosfere musicali e di testi intelligentissimi.
Si parte con “Amore di contrabbando, ti spiazza con un inizio elettronico ma poi arrivano le atmosfere acustiche e sudamericane tipiche dell'artista di Galatina. Il brano successivo “Trompe l'oil” è quasi rappato con un testo sarcastico e con una chitarra funky e il piano a reggere il tessuto sonoro. “Il morso” è una bella ballata pianistica quasi d'amore alla Rudy Marra, “Mio fratello Theo” è sulfurea ed ha un passo quasi alla Tom Waits, ma la voce con accento meridionale di Rudy personalizza tantissimo questo brano. “Quello di cui ho bisogno” è acustica , mid tempo e discorsiva. La seguente “L'ombra” ha atmosfere americane ma il cantato è tipicamente nostrano in una canzone attendista che alla lunga ti prende. “Barricate” è un brano incredibilmente riuscito inizia sudamericano ma subito dopo si trasforma in un bel reggae con un ritornello alla Bob Marley, ascoltate il disco e capirete cosa intende l'artista con la sua sopa (zuppa) di generi musicali miscelati ad arte a seguire le sue intelligenti e ironiche liriche. “Di viaggi, naufragi e salvataggi” è acustica, lenta ed intimista a dimostrare l'anima non solo l'ironia di Marra. La seguente “Sono un genio ma non lo dimostro” è un brano sudamericaneggiante (manifesto sonoro del cd), testi caustici, ironici e amari con un riff di fiati in stile mariachi davvero trascinante. “L'uomo mosca” cambia direzione sonora vira verso il rock ed il testo è acido e amaro.
Si chiude con la marcia fiatistica di “Ognuno pensi per sè”, che chiude alla grande quest'opera davvero riuscita di quel geniale (e lo dimostra) artista di nome Rudy Marra.


