Logo di Estatica
Discografia

Algol

Complex Shapes

Recensione
Pubblicato il 22/04/2012
Voto: 7/10

I Padovani Algol non sono affatto dei novelli. La loro formazione risale al 1995, tuttavia la band si sciolse nel 1996 senza aver mai pubblicato nulla. Il destino a volte restituisce la forza e le possibilità di ricominciare ed ecco che i Nostri si riformarono nel 2000 e da allora un demo del 2004 (Through Time and Space) e il primo album (The Wisdom Loss) vennero dati alle stampe. Queste due pubblicazioni fecero sì che la Punishment 18 Records venisse a sapere anche di loro, facendo loro firmare un contratto per un nuovo album: Complex Shapes.

Stilisticamente parlando, la musica degli Algol è difficilmente classificabile. Trattasi di un death metal melodico non convenzionale, il quale ingloba varie influenze progressive e dal taglio moderno. Un primo, chiaro, esempio di ciò che dico lo si può avere con Your Lies: la voce di Krom si rifà in qualche modo allo corrente del metalcore, sovente le tastiere intervengono per donare un tocco barocco alla composizione mentre e le aperture melodiche da parte delle chitarre non rispecchiano esattamente i canoni del genere. L’atmosfera riesce ad essere in egual modo molto evocativa mentre proseguiamo l’ascolto con la successiva Fragments Of Me, canzone che fa nuovamente sfoggio delle influenze progressive dal taglio epico in un crescendo di intensità. Alcuni tempi maggiormente veloci sostengono riffs sempre variegati e difficilmente inquadrabili, tra venature eleganti da parte delle tastiere e numerosi stop and go. La proposta risulta molto interessante anche se necessita dell’apertura mentale giusta e della giusta predisposizione.

L’impatto di Still In My Eyes, Burning é degno di nota anche se il lato maggiormente sinfonico sopravvive di sottofondo, donando un tocco epico molto forte che raggiunge il suo apice durante il ritornello in voce pulita. Questa canzone, in particolare, mostra un’ottima combinazione di extreme metal e heavy/power metal. Un assolo pregevole con tanto di duetto con le tastiere arricchisce un’altra composizione molto personale, con tanto di partecipazione di Dan Swanö al microfono. La voce potente e suadente di Arianna Tinello porta un forte carico gothic nella struttura di una dinamica, abbastanza veloce Gorgon. Ancora una volta le melodie sono bene presenti e non svaniscono facilmente, come anche prontamente confermato nella velocità di Subvert. Il taglio thrash delle chitarre, la velocità power, le tastiere gotiche e il growl sono tutti elementi che messi insieme potrebbero spiazzare e confondere ad un primo ascolto ma che alla lunga distanza portano emozioni.

I tempi ritornano ad essere meno tirati con Dreams/Demise, traccia nella quale la band ha le possibilità per mostrare il suo lato progressivo e melodico grazie a numerosi cambi di tempo e l’uso della voce pulita in grande quantità. Complex Shapes scopre il lato più dark del gruppo da opporre ad una delle tracce più violente del disco: Whiteout. La presenza di un certo Paul Speckmann (Master, Death Strike, Abomination etc.) come ospite dietro al microfono accresce la sensazione di ruvidezza di una canzone che si ferma solo in un break sinfonico a metà delle sua durata. Un titolo misterioso come Empire of the Sands non può che essere accompagnato da una struttura fatta di chiaroscuri e melodie appena accennate. Avvicinandoci alla fine del disco troviamo le sfuriate bilanciate con tanta melodia di Hate Seranades e la brutalità della conclusiva N.O.F.T., notevole anche per le trame oscure da parte della chitarra.

Giunti alla conclusione posso dire di essere stato positivamente sorpreso da questo nuovo lavoro degli Algol. La maturità espressa dal gruppo in questo Complex Shapes è notevole e sono sicuro che la proposta del gruppo verrà parecchio apprezzata dagli ascoltatori di metal estremo dalle ampie vedute e non solo.

Algol - Complex Shapes

Algol

Complex Shapes

Cd, 2012, Punishment 18 Records Genere: Metal progressivo

Brani:

  • 1) Your Lies
  • 2) Fragments Of Me
  • 3) Still In My Eyes, Burning
  • 4) Gorgon
  • 5) Subvert
  • 6) Dreams/Demise
  • 7) Complex Shapes
  • 8) Whiteout
  • 9) Empire Of The Sands
  • 10) Hate Serenades
  • 11) N.O.F.T.

Informazioni tratte dal disco

Manta  Bass 
Raffaele Benvegnù  Keyboards 
Picio  Guitars (lead) 
Krom  Vocals 
Revenant  Guitars 
Matless  Drums