Luca Olivieri


La Quarta Dimensione


Cd, 2008 , AG Prod
Genere: strumentale
Brani:

1) Angelina
2) Chrome
3) Lontana presenza
4) Il sogno di Napo
5) L'attesa
6) Un mondo segreto
7) Fantasmi
8) Baricentro morale
9) Alibi
10) Angelina (reprise)
11) Le ali del tempo
12) Ricordo

Recensione
di Fabrizio Pucci
Voto: 7.0/10

Il titolo dell'album si riferisce alla dimensione del tempo, ed è quantomeno azzeccato perchè questo disco strumentale, con le sue musiche rilassanti, calde e mediterranee, tende a dare una sensazione del tempo dilatato e rallentato, rispetto ai rigidi intervalli temporali della vita contemporanea.
Alcuni dei brani presenti sono stati realizzati per spettacoli teatrali e sonorizzazioni di film muti d'epoca, altri come musiche a se stanti, però malgrado siano stati composti ed elaborati in periodi temporali diversi (il disco precedente è datato 1996), mantengono una omogeneità che donano compiutezza al lavoro.

Tra gli strumenti utilizzati, oltre ad un'ampia presenza di tastiere e programmazioni, troviamo i fiati di Mario Arcari (De Andrè, Fossati, Pagani) e fisarmonica, chitarra, contrabbasso, basso suonati da alcuni membri degli Yo Yo Mundi (Fabio Martino, Fabrizio Barale e Andrea Cavalieri). Completano le collaborazioni il violoncello di Giovanna Vivaldi, le percussioni di Diego Pangolino e la chitarra elettrica di Roberto Lazzarino.

Ne "La quarta dimensione" non trovate sperimentalismi o energia adrenalinica, ma melodie pacate, soffici, lievi e vellutate. Tenete quindi presenti queste parole per capire se è un disco che fa per voi oppure no.
La condizione ideale per l'ascolto è con un buon impianto hi-fi, seduti / sdraiati comodamente su un divano o letto... Così si riescono a cogliere al meglio i passaggi strumentali, i richiami di melodie. Così la mente può forse distogliersi dai pensieri quotidiani e tentare di viaggiare con la fantasia, aiutati dall'assenza di parole. I brani si susseguo con naturalezza e senza forzature, con un buon equilibrio tra gli strumenti.
In un mondo come quello odierno dove ogni cosa è gridata, qua troviamo un momento di respiro.


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