Gargamella


Teta Velata


Cd, 2012
Genre: folk, gotico
Tracks:

1) Pater
2) Xacaras
3) Danza Rossa
4) Teta Velata
5) Mater
6) Leu Chansoneta
7) Sybil
8) The Remin Essence
9) Whisky
10) Novum Gaudium
11) Tubalcain
12) King of Nowhere

Review
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Il 2012 musicalmente comincia assai bene con questa proposta tutta italiana, di livello davvero alto. I Gargamella sono un duo che trae ispirazione dalla musica antica e dal folk ma rielabora il tutto in forma estremamente personale. Più che eseguire una ricerca filologica sulle tradizioni musicali i Gargamella riprendono i suoni del passato, viaggiando tra epoche e territori diversi, riproponendo poi il tutto con una tecnica di altissimo livello. Non bisogna stupirsi perciò se si passa dai minuetti al flamenco, dai Carmina Burana alla musica medievale fino a sperimentazioni più moderne, che echeggiano al minimalismo (Nyman per fare un nome) o alla musica d’autore. Molte delle dodici composizioni di Teta Velata (tredici a dire il vero, in quanto c’è l’immancabile ghost-track) sono costruite riprendendo le impostazioni della musica popolare del sud Europa, con la chitarra acustica in primo piano suonata in frenetici accordi su una base di percussioni: al tutto si uniscono i suoni di tanti altri strumenti, dal glockenspiel alla fisarmonica, dall’armonium fino addirittura ai suoni elettrici e postmoderni del theremin! Tutte le canzoni sono di altissimo livello: si tratta di composizioni originali ad eccezione di tre pezzi che riprendono temi del passato, tra cui “Danza Rossa” che è una reinterpretazione di “Tempus est iocundum”, uno dei brani dei Carmina Burana maggiormente conosciuti e presenti nel repertorio di diversi gruppi della scena oscura (due nomi su tutti: Ataraxia e In Extremo). “Teta Velata” e la stupenda “King of Nowhere” rappresentano i momenti più emozionanti del CD, costruiti come sono su delle riuscitissime e orecchiabili melodie di pianoforte. Non mancano momenti più sperimentali, come “Tubulcain”, di sapore avantgarde, o “The Remin Essence”, che come il nome suggerisce è stata costruita sui suoni “spettrali” del theremin. I Gargamella riescono a non essere mai scontati e hanno saputo creare un album molto vario, forse non facilissimo (sebbene sfido a rimanere indifferenti a “King of nowhere”!) ma di indubbio valore. In un panorama musicale sempre più asfittico e carente in originalità i Gargamella hanno intrapreso una via personale, credibile e autentica (se non addirittura unica nel suo genere) al neofolk. Da sostenere senza se e senza ma!


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