Benito Urgu
Mon cheri Fonni
Codice: 10061
1) Mon cheri Fonni
2) La Porsea
Recensione
di Fabio "F.C.N." Casagrande Napolin
Finalmente ho l'onore di presentarvi un reperto di fronte al quale bisogna levarsi tanto di
cappello: Benito Urgu e la sua Maestosa Mon cheri Fonni. Una pubblicità di cioccolatini?
Macché! Un corso rapido di apprendimento minimo di francese per sardi? Neanche. Una
gemma, un diamante taglio brillante di pura genuinità! Stampato per la CGD (dico: CGD,
mica ERRE o Intingo o Signal), questo disco è a livelli di sublime eccelso: una canzonetta
“errotica” al confronto della quale qualunque cover di Je t'aime, moi non plus o l'altra sua
grande parodia, Motel di Gino Bramieri, sfigurano come dei cocci di fronte alla Pantera
Rosa! Qui tutti i luoghi comuni più scontati trovano ampio sfogo: il sardo innamorato di
una francesina tutta pepe (e in grado di fraintendere in modo clamoroso ogni sua frase in
lingua d'oeil), che aveva conosciuto l’anno precendente nel disco Sexy Fonni, e che qui
gli scrive frasi infuocate, dettate da una vera passione che nasce dai suoi più profondi
umori, eccitando a tal punto il povero sardo che costui, privo della possibilità di sfogarsi
in altri modi, se non quello “amanuense”, finisce a farsela con la pecorella che ha a
fianco. Ma il delirio del Maestro nel suo sproloquio amoroso-erotico è qualcosa di grande,
che riportarvelo qui per iscritto potrà sembrare un'affronto alla sua maestosità (cercate il
disco e compratelo anche se dovesse costare 100.000 lire: le varrebbe tutte!), ma tale è
ahinoi il nostro compito, quello di riportare qui il testo e la copertina di ogni capolavoro
discografico incredibile. Sul lato B, un altro delirio: La porsea (un brano tratto dalla
tradizione della musica da balera veneto-romagnola!).


