Solange


Angela Angelo / Palline colorate


7", 1983 , Moon rec.
Genere: pop
Brani:

2) Palline colorate
1) Angela Angelo

Recensione
di
E chi cazzo è Solange?!", vi starete chiedendo. Certo, se avete avuto il buon senso di non guardare mai il Maurizio Costanzo Show o Buona Domenica, avrete sicuramente evitato la sciagura di sapere di chi sto parlando. Ma chi invece, ha visto, almeno su Blob (programma diventato più che altro un comodo salvafaccia: "no, io non guardo certe cose: l'ho visto su Blob"), alcuni pezzi dei suddetti programmi nel momento del loro massimo climax trash, saprà di che cosa sto farneticando. Solange è quel tipo che sembra la versione gay di Robert Smith e che nei suddetti programmi si dilettava nella lettura della mano e nella recitazione di poesie a serramanico capaci di sventrare lo stomaco al primo malcapitato che non ha la capacità di cambiare rapidamente canale. Probabilmente è stato pure citato da qualche associazione ambientalista per reiterato inquinamento delle acque ogni qualvolta si lava la faccia, visto il suo abuso nei confronti del fondotinta... Beh, sappiate che, come tradizione esige con gli artisti che cercano di sfondare in tutti i modi, Solange nel 1983 aveva fatto un disco!!! Già, e con ben due facciate una peggio dell'altra. Primeggia, a mio avviso, il lato B, Palline colorate, vera chicca di poesia della trans-avanguardiaindustriale: su uno sfondo musicale che sembra suonato dai Soft Cell, il Nostro si diletta a scheccare in urlacci, con echo effects da far rabbrividire, ed in solenni proclamazioni di non-sense estremo. Mentre il lato A, Angela Angelo (ogni allusione è lecita), è in grado di far venire il mal di mare al più provato lupo di mare, non tanto per il suono di risacca usato continuamente in sottofondo, quanto per il testo sfigatissimo che parla di una ragazza morta in un incidente! Questo è il corrispettivo trash della gucciniana In morte di S.F.... Cercate di calarvi per un attimo nell'epoca della quale vi parlo: gli Einstürzende Neubauten stavano muovendo i loro primi passi, era l'epoca di maggior fermento della musica industriale, che faceva uso anche di una particolare forma di poesia avanguardistica: ricordiamo Oral Fixation di Lydia Lunch, Laurie Anderson o i meravigliosi lavori di Anne Clark. Solange si inserisce a pieno diritto in questo filone con il suo 45 giri, del quale, come sempre, vi fornisco testo e copertina. Al peggio però non c'è mai fine: questo non è, ahimè, il solo prodotto musicale sfornato da Solange, esiste anche un Ma che bandiera è questa qua?, del quale esiste anche un videoclip, dove Solange, vestito da donna, con una parruccona a riccioli rossi, si rotola su un fondale da strip tease casalingo urlacchiando "Ma che bandiera è questa qua"... Da brividi.


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