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Detestor

Fulgor

Recensione

Pubblicato il 08/05/2012
Voto: 7.5/10

I genovesi Detestor sono una realtà storica della scena italiana. Formatisi addirittura nel 1986, i Nostri iniziarono come band thrash metal per poi spostarsi verso lidi death metal durante la pubblicazione dei primi nastri datati 1993 e 1994. In the Circle of Time venne dato alle stampe nel 1995 e si face subito notare dagli appassionati per il suo stile molto personale, capace di miscelare più influenze estreme. La piccola parentesi metalcore aperta con Red Sands (1997) venne seguita da un EP dal nome Ego (1998), prima che la band decidesse di porre fine alla sua carriera. Solamente nel 2011 abbiamo loro nuove notizie, grazie al nuovo lavoro Fulgor, pubblicato dalla Buil2Kill Records e distribuito dalla Nadir di Tevor (Sadist).

Il nuovo lavoro da parte del gruppo punta ad un ritorno al vecchio stile, con le influenze melodic death metal nuovamente in evidenza ed una grinta ritrovata. Alla voce abbiamo, come al solito, Jaiko che con il suo fido Niki formano una coppia veramente estrema. Il loro apporto vocale fornisce subito un impatto notevole, tra scream e growl ad accompagnare una God is Empty veramente brutale. Le influenze maggiormente melodiche compaiono sporadicamente nel riffing delle chitarre ed in alcune tonalità pulite delle voci del due appena citato. I tempi sono generalmente veloci ma sovente essi cambiano anche in occasione degli arpeggi, passando da mid a blast beats, incorporando atmosfere surreali ed oscure. Il taglio svedese delle chitarre ed il growl profondo di una a tratti grooveggiante The Wrong Way non possono che lasciare il segno per un inizio che lascia sbigottiti da cotanta violenza musicale. Alcune influenze dei primi Darkane possono essere ritrovate durante una Boot Shaped Country molto varia, tra ripartenze e momenti nei quali le influenze moderne si fanno notare con maggior prepotenza con un occhio particolare alla melodia.

Le melodie delle chitarre soliste in Free to Cry prendono a piene mani da tutto ciò che di buono è venuto fuori dalla corrente doom/gothic anni 90, con molta accuratezza ed un buon bilanciamento tra puro death e melanconiche aperture. La massiccia The Human Race mostra i denti attraverso prolungati tempi veloci intervallati da aperture maggiormente accessibili con la voce pulita a duettare con il growl. Tracce di una sorta di metal depressivo si possono sentire tra le note oscure degli arpeggi chitarristici in tonalità pulita ma si tratta solamente di pochi istanti i quali colpiscono, in ogni caso. La combinazione tra tempi thrash metal e ricadute prepotenti nel death/groove fanno il loro effetto in Regression, traccia che comunque non dimentica l’apporto melodico tramite le chitarre soliste. Nobody Stops Me consta di una struttura fortemente focalizzata sugli arpeggi accompagnati dalla voce pulita, in un’atmosfera grigia e del tutto particolare.

Avvicinandoci alla fine dell’ascolto, possiamo trovare l’attacco frontale di Finished! in un ottimo mix di melodia ed aggressività; il tutto condito da testi molto personali a proposito di riflessioni sulla religione, rabbia ed esperienze dolorose. Tematiche trattate durante tutta la durata dell’album. In chiusura ci vengono proposti gli otto minuti di Fulgor, traccia che debutta con atmosfere cupe per poi volgere in violenti uptempo supportati dalla melodia delle chitarre, mai nascosta. Possiamo persino notare sporadici fraseggi progressivi tra basso e chitarra che accrescono il valore di un album di tutto rispetto. Un buon ritorno da parte di una delle band più sottovalutate della nostra scena. E’ ora di dar loro il giusto riconoscimento.

Detestor

Fulgor

Cd , 2011 , Buil2Kill Records Genere: metal

Brani:

  • 1) God Is Empty
  • 2) The Wrong Way
  • 3) Boot Shaped Country
  • 4) Free To Cry
  • 5) I Feel Disgusted
  • 6) The Human Race
  • 7) Regression
  • 8) Nobody Stops Me
  • 9) Finished
  • 10) Fulgor

Informazioni tratte dal disco

Ale P.  Basso 
Rigel  Batteria 
Loris  Chitarra
Jaiko  Voce
Niki  Voce


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