LUMIX DMC-TZ80: ultracompatta entry level

Pubblicato il 22/11/2020

{1}Argomento|]1,Inf]Argomenti: Fotografia

Abbandoniamo ancora per un poco i corpi ad obiettivi intercambiabili e dedichiamoci alle superzoom... o ultracompatte, come mi piace definirle.

Anche se siamo all'interno di una “recensione” mi piace spendere due parole generiche circa un qualche discorso a loro legato.

Onestamente parlando credo che il mercato delle ultracompatte sia quello che in maggior parte subisce la concorrenza degli smartphone. Questi, grazie a software sempre più competitivi, riescono a creare fotografie che sempre più piacciono alle persone (il che non equivale a dire che siano foto effettivamente belle). Tuttavia una buona ultracompatta può a mio avviso schiudere, ben più di qualsiasi smartphone, il mondo della fotografia: permettendo un reale controllo di qualsiasi parametro.

 

DESCRIZIONE

https://www.panasonic.com/it/consumer/fotocamere-e-videocamere/compatte-fotocamere/superzoom/dmc-tz80eg.html

 

Anche questa macchina non è nuova: prodotta dal 2016 e con un prezzo di listino di 299,99€ (perciò a circa 230/250€ come prezzo finale); è di fatto l'entry level di casa Panasonic.

 

Leggera e con dimensioni da taschino è ideale da portarsi appresso in modo agevole.

Tuttavia c'è un dettaglio di cui dobbiamo avere estremo rispetto: quella L corsiva che indica la presenza di Leica. Di Leica è infatti l'obiettivo. Questo è di tipo estensibile ed è dotato di una ghiera per la messa a fuoco manuale. Dettaglio assai comodo per una compatta di questo genere.

La sua apertura minima varia da f3.3 a f 6.4; mentre la chiusura massima si ferma ad un discreto f8.

Ne deduciamo che in grandangolo potremo ottenere delle foto interessanti anche in luoghi abbastanza bui.

 

Lo zoom si controlla tramite la classica ghiera WT che permette un buon controllo di questo elemento, anche se richiede una minima pratica al fine di cambiare di pochi mm la focale.

 

Superiormente troviamo anche la ghiera per le modalità. La modalità manuale (M) è abbastanza semplice da usare dal punto di vista di tempi e diaframmi, dato che il software ci aiuta assai nella scelta dei paramentri; tuttavia risulta scomodo l'accesso alle impostazioni ISO e WB (bilanciamento del bianco). Queste infatti non sono dotate di un proprio pulsante di accesso e si deve accedere al menù per fare dei cambiamenti.

 

La modalità automatica comunque aiuta molto e volendo si può decidere di selezionare diaframmi e tempi, ma lasciare in automatico ISO e WB; poco ortodosso, ma effettivamente pratico.

 

Vecchia, ma estremamente utile la modalità automatica; ideata per i meno avvezzi alla fotografia permette di ottenere buone immagini anche in situazioni scomode, come situazioni assai buie.

 

Nel menu possiamo trovare tutte le tecnologie Panasonic: iDynamic; iResolution; iHDR; HDR; Esposizione Multipla Automatica(Bracketing), Extended ISO fino a 80ISO, la possibilità di gestire gli incrementi per 1/3EV, riduttore di diffrazione ed una modalità di intelligenza artificiale per le foto notturne.

 

Ovviamente non mancano le funzioni 4K per foto e video, corredate da uno stabilizzatore a 5 assi che a tutti gli effetti è più utile nel video che nella fotografia.

 

Concludiamo con due note sul sensore: questo è un micro 4/3 da 18Mpx abbastanza piccolo, perciò aspettatevi di scattare a bassi ISO solo con una buona quantità di luce.

 

COMMENTI PERSONALI

Al primo utilizzo credo di aver trovato solo difetti... fare un passo indietro così vistoso in effetti spiazza ed iniziare una recensione alle 17 nel mese di Novembre non è certamente qualcosa di esaltante per una compatta.

Diciamo che al primo uso mi sono lamentato di tutto:

arriva solo a f8,

le lunghe esposizioni durano appena 4 secondi,

devo alzare gli ISO,

come si impugna questo giocattolo? È scomodo, è troppo leggero, si muove da solo...

 

Insomma il primo contatto è stato abbastanza comico perchè un ragazzo che conosco, abituato come è agli smartphone l'ha subito trovata comoda. Passare dal mirino allo schermo non è uno scherzo e siccome sono profondamente legato al mirino... anche pensare di fare senza era un poco spiazzante.

Il mirino infatti non è un gran che, anche nei colori, e per scattare ho sempre usato lo schermo.

 

Passato lo shock iniziale ho capito che in effetti stavo chiedendo troppo ad una macchina che costa meno del mio obiettivo meno costoso... era il caso di ripartire da zero nel vero senso della parola: abbandonare un poco la modalità M ed iniziare a sfruttare quell'intelligenza artificiale tanto stupenda che Panasonic inserisce sulle proprie macchine.

 

C'è poco da fare: le foto si sono trasformate!

Non siamo certamente ai livelli di un corpo ad obiettivi intercambiabili, ma se ci mettiamo in testa di non lottare coi limiti della fotocamera otterremo molto.

 

L'intelligenza artificiale infatti riesce a gestire ottimamente ISO e WB in modo assai interessante mantenendo i primi abbastanza bassi, e la seconda sempre abbastanza fedele.

Utili anche le funzioni HDR, iDynamic, iResolution e di compensazione della diffrazione... comode e quasi necessarie anche in modalità M, utili proprio perché settate già dalla casa al fine di aiutare la convivenza coi limiti della macchina.

 

Lo zoom ottico di x30 è forse un filo esagerato per un corpo così leggero, ancora più esagerato quello digitale con cui è impossibile ottenere foto decenti, ma se lo scopo è fare quattro foto di certo non desta preoccupazione l'usarlo ai limiti ottici; se lo scopo è apprendere la fotografia usarli e tirar fuori una foto decente è sicuramente una soddisfazione.

 

In macro non è un gran che; ci si può avvicinare molto al soggetto, ma si ottengono risultati migliori usando lo zoom ottico, ma avendo l'accortezza di non superare i 72mm, lunghezza focale preimpostata anche di fabbrica quale tele-macro.

 

PRO VS CONTRO

Partiamo dai contro.

Fotografia di ritratto: questo è il vero tallone d'Achille di questa TZ80. L'apertura massima di f3.3 permette uno sfuocato minimale, ma essendo un apertura grandangolare ci costringe ad essere troppo vicini al soggetto, finendo così nel creare uno spiacevole effetto schiacciato.

 

4” di apertura: sono effettivamente pochi qualora si volesse provare un qualcosa a lunga esposizione.

 

In macro: quello che si può fare non è macro, semmai si riesce a fare una buona foto ad un fiore.

 

Al buio: si fa fatica, ma probabilmente chi la usa e la userà non sarà un problema.

 

Ed ora passiamo ai lati positivi:

In primis è una macchina per tutti: facile da usare, intuitiva, di ottima qualità in modalità automatica.

 

Permette foto migliori: profondità, colore e dettaglio sono irraggiungibili per qualsiasi smartphone.

 

Permette un certo apprendimento dell'arte fotografica: nonostante i limiti permette di parlare di tutti gli elementi tecnici legati ad una buona foto.

 

CONCLUSIONI

È una macchina a basso costo che permette di ottenere buone foto con buona luce e condizioni di distanza dal soggetto non estreme.

Ovviamente subisce la concorrenza degli smartphone, ma dal lato tecnico propone qualcosa in più di assai utile e propedeutico al passaggio ad un buon corpo.

Se invece non siete interessati all'arte fotografica; permette comunque di ottenere foto migliori rispetto allo smartphone e con ingombri assolutamente minimali potrete portarla ovunque senza preoccuparvi del peso.

7.8mm, ISO80, f6.3, t HDR. Foto assai al limite per quello che è la luce con cui scattare con la Lumix DMC-TZ80
16,1mm ISO200, f8, t 4". Ancora più al limite per la luce, ma ancora accettabile per il rumore.
25.6mm, ISO200, f5.5, t 4". Oramai è notte, volendo si possono alzare gli ISO, ma poi si ha molto rumore.
AUTO, 4.3mm, ISO1600, f3.3, t 1/10. Quello che dicevo, alzando gli ISO il rumore è evidente, ma il sistema automatico permette comunque di fare una foto vacanziera.
4.3mm, ISO80, f8, t 4". Non è macro, ma con un cavalletto si possono fare buone foto ai fiori o altri soggetti.
10.9mm, ISO80, f8, t 4". Anche questa non è macro, ma qualcosa di buono si riesce comunque a fare qualcosa di maggiormente incentrato sul dettaglio.
4.3mm, ISO80, f8, t1/160. Nella panoramica si possono ottenere buoni risultati, ma la risoluzione non è eccezionale.
28.7mm, ISO80, f8, t1/160. Si può zoomare un poco senza temere né rumore, né aberrazioni.
71.7mm, ISO80, f8, t1/160. Siamo ancora ad un buon limite per lo zoom, ma siamo quasi al limite per ottenere qualcosa di buono (in conversione siamo a 400mm)
129mm, ISO80, f8, t1/160. Ora siamo al massimo: abbiamo qualche aberrazione ed una discreta scarsità di dettaglio, ma se siamo in modalità vacanza va ancora bene.
129mm + zoom digitale 2x, ISO80, f8, t1/160. Siamo veramente al limite massimo i difetti ci sono e si vedono, ma in vacanza siamo ancora nell'accettabile.
129mm + zoom digitale 4x, ISO80, f8, t1/160. Evitiamo di usarlo... ce lo dicono anche i tecnici LUMIX: l'iZoom è limitato a 2x, e se l'intelligenza artificiale è settata così un motivo ci sarà.