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Suede

Night Thoughts

Recensione
Pubblicato il 14/02/2016
Voto: 7.9/10

Era dai tempi del loro capolavoro Dog Man Star che la band di Brett Anderson non toccava vette così alte fatte di poetica melodrammatica e di un'opera musicale che ricalcasse una specifica epoca culturale e storica. I Suede da sempre hanno saputo supportare la ricerca intimista e commiserativa del loro leader con immensa eleganza e capacità evocativa tale da risultare spesso e volentieri un mix di forte emozioni sottopelle. Sofferenza, tragicità, decadenza, rivoluzione sessuale, illusione, estetica: sono solo una parte dell'epica libertaria e romantica di una produzione musicale che solo apparentemente sembra una narrazione sociale nel pieno della tradizione britannica. Eh sì fin dall'apertura di When You Are Young è innegabile lo stretto legame dell'aria chamber pop con i richiami vittoriani di un'epopea fastosa con tutta la sua retorica da grandeur nobiliare. In realtà la grande qualità della band londinese è stata da sempre quella di essere stata pomposa solo nella giusta misura senza mai cadere nel kitsch, ma miracolosamente artefice di una bellezza sognante di stampo elisabettiano.

Ed ecco fatto: come d'incanto la band sembra aver ritrovato integralmente tutta la sua melodia elegante e asciutta allo stesso tempo, il suo pathos emotivo nutrito da una serie di perle che si susseguono senza respiro per tutto il disco. E' così che dopo le ariose e androgine Outsiders e No Tomorrow in perfetto stile britpop arriva l'uno, due Pale Snow e I Don't Know How To Reach You  a farci rituffare in pieni anni novanta. La prima così sfumata e dai toni sospensivi e ascensionali sembra riportarci con tutta la sua carica malinconica ad una parabola rurale che sa tanto di perfetta autocitazione dai toni ancestrali. Ma è la successiva canzone, che pare uscita da quell'ormai famoso Ok Computer dei Radiohead citato dai più come l'opera fondamentale di quel decennio, a delineare la vera anima dell'album fatta di brevi istantanee cariche di tensione emotiva tra amore negato e lucida introspezione. Anche i titoli sembrano riprendere la metrica e le cervellotiche intuizioni di un'altra band con ugual senso della misura e dell'estetica romantica quali i The Smiths. Learning to be è un altro punto di non ritorno con queste voci in coda al brano che ricordano da vicino la band mancuniana con le sue registrazioni in presa diretta di voci più o meno riconoscibili.

Insomma i Suede sono tornati in forma più che mai con la voglia di riprendere il discorso interrotto con il loro pubblico. Lo hanno fatto con la solita leggerezza senza tempo tipica di una nebbia avvolgente che allo stesso tempo estrania il corpo da ogni contesto ambientale e poi lo seppellisce nei ricordi; ma soprattutto con quella poetica decadente che passa anche dal tirar fuori gli artigli per ritrovare se stessi. Questo nuovo miracolo discografico ci dimostra quanto non sia affatto facile “liberarsi” da chi sa sempre metterci a nudo di fronte al nostro personale autoritratto; davanti a quello specchio metaforico della vita che ci fugge tra le dita ogni volta che ci voltiamo indietro.

Pale Snow (2016)
Outsiders (2016)
Suede - Night Thoughts

Suede

Night Thoughts

Cd, 2016, Warner Genere: Art-rock , Pop , Indie

Brani:

  • 1) When You Are Young
  • 2) Outsiders
  • 3) No Tomorrow
  • 4) Pale Snow
  • 5) I Don't Know How To Reach You
  • 6) What I'm Trying To Tell You
  • 7) Tightrope
  • 8) Learning To Be
  • 9) Like Kids
  • 10) I Can't Give Her What She Wants
  • 11) When You Were Young
  • 12) The Fur And The Feathers