Baustelle


Amen


Cd, 2008 , Warner
Genere: pop, rock
Brani:

8) Antropophagus
6) Baudelaire
3) Charlie fa surf
10) Alfredo
4) Il liberismo ha i giorni contati
12) L'uomo del secolo
13) La vita va
2) Colombo
11) Dark Room
9) Panico! (A. Lee)
5) L'aeroplano
14) Ethiopia
-1) Spaghetti western
15) Andarsene cosi
1) E così sia
7) L.
-2) No Steinway

Recensione
di

Non poche erano le aspettative sul quarto album del gruppo toscano Baustelle da molti definito il presente ed il futuro dell’indie-rock-pop italiano. Amen viene pubblicato l’1 Febbraio prodotto dalla major Warner Music ( loro casa produttrice dal 2005). Il ruolo del primo singolo tocca a “Charlie fa surf” canzone ispirata dall’installazione di Maurizio Cattelan nella quale è rappresentato un bambino con le mani inchiodate al banco di scuola con le matite; immagine forte a rappresentare un canto di ribellione adolescenziale.

L’album,composto da 15 tracce più due ghost track racchiude in se sonorità poetiche intrecciate a testi ‘sociali’ il tutto contraddistinto da uno spirito decadentista che da sempre accompagna la band di Montepulciano.
Degne di nota le tracce “Il Liberismo ha i giorni contati” con il suo ritornello che ti entra in un istante in testa per poi ritrovarti a cantarlo al semaforo e “Alfredo” dedicata ad Alfredino Rampi che nell’81 cadde in un pozzo di 80 metri e perse la vita, il tutto sotto il gelido occhio delle telecamere che lo trasformarono nel piu crudo e squallido dei reality. Ancora una volta risulta vincente il binomio vocale tra Francesco Bianconi (leader del gruppo) e Rachele Bastreghi (tastierista e seconda voce) che accompagnati da melodie ricercate e ricche di suoni riescono a dar vita ad un lavoro orchestrale e profondo, mai banale ne eccessivamente ricercato, il giusto compromesso per poter essere in futuro una delle band più apprezzate della scena rock italiana.

Curiosità: Il nome Baustelle deriva da una parola tedesca che signica “cantiere”, “lavori in corso”; inoltre ,racconta il leader Francesco Bianconi, la scelta è stata dettata da alcune curiose caratteristiche come il contenere la parola “stelle” ed un (più o meno) esplicito riferimento a Baudelaire, capostipite del Decadentismo.


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