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Baustelle

L'amore e la violenza

Recensione
Pubblicato il 14/01/2017 - Ultimo aggiornamento: 15/01/2017
Voto: 7.5/10

Quattro anni sono passati dal precedente lavoro in studio Fantasma del 2013. Nel frattempo i Baustelle non sono rimasti fermi, perché nel 2015 hanno pubblicato "Roma live!" il primo album dal vivo. Sempre nel 2015 Rachele Bastreghi ha pubblicato il suo primo lavoro solista, un EP intitolato Marie e ha collaborato con la Dellera nel brano "Non ho più niente da dire" e con Patty Pravo nel 2016 come autrice del testo del brano "Ci rivedremo poi".
Francesco Bianconi come autore ha composto "Le cose" per il duo Musica Nuda e "Il futuro che sarà" per Chiara (nel 2013) "Io sono" per Paola Turci (nell'album "Io sono" del 2015), "Le canzoni fanno male" per Marianne Mirage nel 2017. Inoltre collabora con Mario Venuti per l'album "Il tramonto dell'occidente" del 2014 ed è coautore e cantante per il brano "Una storia del mare" di Dimartino, che ho avuto modo di ascoltare dal vivo nel Genoa Songwriters Festival 2016.
Bianconi prosegue anche la sua attività di romanziere, pubblicando il suo secondo libro "La resurrezione della carne".

Il 19 ottobre 2016 esce come anteprima dell'album, il brano "Lili Marleen" un brano offerto in free download che però rimane escluso dal disco. Come ha dichiarato il gruppo stesso, "non è una canzone d’amore e nemmeno di guerra, piuttosto le due cose insieme". Lili Marleen trae ispirazione dall'omonimo brano tedesco contro la guerra, a sua volta tratto dalla poesia "La canzone di una giovane sentinella" di Hans Leip.
E' un brano discreto, molto classico nel suono, retrò, ma non entusiasmante.

Il 30 dicembre esce in radio e in download digitale "Amanda Lear", il primo singolo tratto dall'album. Questo pezzo è molto più interessante, grazie anche all'utilizzo di elettronica.

L'album è uscito il 13 gennaio 2017, ed è mixato da Pino "Pinaxa" Pischetola, sound engineer che ha realizzato dischi con Battiato, Celentano, Carmen Consoli, Bennato e Vilolator dei Depeche Mode.

In "L'amore e la violenza" vengono rielaborate molte musiche, suoni, campionamenti anni '70 e primi anni '80, miscelati con l'attualità. Sono state composte prima le musiche, poi è stato scelto il titolo dell'album e poi sono stati scritti i testi seguendo il tema. Quest'ultimo è quello dell'occidente in guerra e dell'amore necessario per contrastare questa violenza che spesso nostro malgrado ci colpisce.

L'iniziale e strumentale "Love" ci traghetta direttamente da Fantasma a questo disco "oscenamente pop", utilizzando una musica alla Rondò Veneziano, perfetto ponte tra l'orchestra e il pop.

Bella "Il vangelo di Giovanni" con i suoi proclami "Io non ho più voglia di ascoltare questa musica leggere" e i suoi propositi "smettere prer sempre di fumare, imparare il senso dell'amore", i suoi omaggi a Battiato nello stile musicale e nelle parole recitate in coda, che viene chiuso con un fade-out.

"Amanda Lear", di cui è stato realizzato il video che potete vedere qua sotto, è un singolo perfetto, ritmato e con quel ritornello "I wanna be Amanda Lear, il tempo di un LP, il lato A, il lato B, che niente dura per sempre, finisce, ed è meglio così" che ti si appiccica in testa.
Su questo brano è intervenuto anche il gruppo: "ha un plot molto semplice: lei ama lui e lui ama lei, ma lei ripete ogni giorno che "niente dura per sempre". Lui prende la massima di lei abbastanza alla lettera e decide di tradirla con la prima che passa. Il tutto è volutamente scomposto e raccontato fra presente e flashback, perché, ormai lo sanno tutti, ci sono sempre piaciute le canzonette-sceneggiatura. E Amanda Lear che c'entra? È una donna magnifica, una parola tronca spettacolare, e una azzardata similitudine (l'amore è come un LP di disco music, si balla il lato A, si balla il lato B, e chi s'è visto s'è visto). Amanda Lear c'entra e non c'entra, c'è e non c'è, come ogni dio che si rispetti."

Nella ballata di "Betty" troviamo il ritratto di una ragazza all'epoca Facebook, dove tutti i suoi problemi sono quelli di creare un bel profilo e giocarci pensando che tutto ruoti là dentro.... La dipendenza da social è trattata con un tocco lieve, ed il finale ha una fascinazione dark dolce e terribile, come già ci hanno abituato con altri loro brani.

"Eurofestival" riprende i temi che danno il titolo all'album, la guerra che stiamo vivendo nostro malgrado e le contrapposizioni che viviamo. Passato e presente si avviluppano fino a non riconoscerli, la situazione attuale dell'Europa, tra terrorismo e migrazione incontrollata, viene visto attraverso la manifestazione dell'Eurofestival.

Il campionamento iniziale in "Basso e batteria" di "Sandokan" degli Oliver Onions viene a poco sopraffatto dall'elettronica e dagli altri strumenti, fino a scomparire. La voce di Bianconi viene filtrata utilizzando il vocoder quello utilizzato tanto dai Daft Punk, aggiungono colore e diversità anche a questo pezzo.

"La musica sinfonica" è una danza che si interroga sulla difficoltà di essere felici, tra ricordi del passato e l'attualità di una vita in cui bisogna sempre cercare di star bene. Il ritornello musicale si rifà al Battiato più pop degli anni '80, acquisito però dallo stile Baustelliano.

La trama elettronica di "Lepidoptera" è il tessuto di una canzone d'amore dove ci sono antefatti non raccontati "io non voglio più farti del male" e propositi per il futuro "io ti giuro che saprò cambiare".

Anche in "La vita" c'è una perdita "la mia ragazza se ne va e non sa quando tornerà", ma il tema viene trattato con dolcezza e ottimismo "la vita è tragica, la vita è stupida, però è bellissima".

"Continental stomp" è un intermezzo musicale di meno di un minuto che porta direttamente senza pause in "L'era dell'acquario". Corsi e ricorsi storici, stragi e memoria storica nell'era dell'acquario. Il ritornello che fà un po' figli dei fiori ("torneremo a fare l'amore") ed è la speranza di poter tornare ad una rassicurante tranquillità. La speranza cantata che sembra dietro l'angolo e ci fa ben sperare, ha anche un contraltare agghiacciante, perché purtroppo l'era dell'acquario non la vedremo nè noi nè i nostri figli, essendo che astronomicamente viene collocata a partire circa dall'anno 2600... Dolcezza e crudeltà...

Il pianoforte di "Ragazzina" ci fa entrare nell'ultimo brano a metà strada tra fiaba e cruda realtà, la biancaneve tra i maiali è la purezza che deve fare i conti con la mediocrità e la bassezza che si annida nel genere umano. Eppure la meravigliosa ingenuità e la gioia di vivere, sopravvive anche da adulti se la si custodisce bene.

"L'amore e la violenza" è un lavoro molto distante e diverso da Fantasma, dalla sua imponenza e ingombranza, ma forse era necessario distaccarsi un po' da quel bellissimo esperimento, soprattutto per loro: il live che è stato interposto in mezzo poteva già essere un buon indizio a riguardo...
I Baustelle hanno realizzato un album molto curato dal punto di vista musicale, con una ricerca minuziosa sui suoni, che risultano decisamente più vari rispetto al passato, basti vedere tutti i diversi sintetizzatori che hanno utilizzato, ma anche i numerosissimi strumentisti che hanno collaborato alla sua realizzazione.
L'ascolto sull'impianto stereo di casa, rispetto a Spotify, è sicuramente più appagante per scoprire tutti i minuziosi dettagli e cure che sono stati dedicati ai suoni, davvero ricchi, colorati e diversificati.
E' indubbiamente un bel disco, alcuni brani entrano prima in testa ed altri dopo, ma ci siamo abituati con i loro pezzi.

Bella la versione cd in digipack, con supporto trasparente interno, una grafica realizzata in stile cinema, un libretto di 16 pagine con tutti i testi e le informazioni sull'imponente strumentazione utilizzata. E' un altro importante tassello nella discografia del gruppo, che dal mio punto di vista, fin'ora non ha sbagliato un colpo, riuscendo sempre a modificare un po' la loro proposta, pur senza mai snaturarsi, ma imprimendo sempre il loro marchio di fabbrica inconfondibile.

Amanda Lear (2017)
Baustelle - L'amore e la violenza
Baustelle - L'amore e la violenza
Fotografia di Fabrizio Pucci

Baustelle

L'amore e la violenza

Cd, 2017, Warner Genere: Pop

Brani:

  • 1) Love
  • 2) Il Vangelo di Giovanni
  • 3) Amanda Lear
  • 4) Betty
  • 5) Eurofestival
  • 6) Basso e batteria
  • 7) La musica sinfonica
  • 8) Lepidoptera
  • 9) La vita
  • 10) Continental stomp
  • 11) L’era dell’acquario
  • 12) Ragazzina

Note

Questo album è stato anticipato a un brano intitolato "Lili Marleen" non presente all'interno di questo disco.
Composto da 12 tracce, è prodotto artisticamente da Francesco Bianconi e mixato da Pino “Pinaxa” Pischetola.

Queste sono le date che fanno seguito all’uscita dell'album, il settimo di inediti per i Baustelle, di cui la maggior parte in teatri.

Si parte con la data zero il 26 febbraio a FOLIGNO (Auditorium S. Domenico) per proseguire poi il 4 marzo a VARESE (Teatro Apollonio), il 5 marzo a TRENTO (Auditorium S. Chiara), il 6 marzo a FIRENZE (Teatro dell’Opera), il 13 marzo a ROMA (Auditorium Parco della Musica / Sala S. Cecilia), il 14 marzo a BOLOGNA (EuropAuditorium), il 15 marzo a PESARO (Teatro Rossini), il 20 marzo a MILANO (Teatro degli Arcimboldi), il 29 marzo a TOLMEZZO (Udine, Teatro Candoni), il 7 aprile a TORINO (Teatro Colosseo), il 12 aprile a GENOVA (Teatro Piazza Delle Feste / Anteprima Supernova), il 13 aprile a MASSA (Teatro Guglielmi), il 18 aprile a BARI (Teatro Petruzzelli), il 19 aprile a PESCARA (Teatro Massimo), il 21 aprile NAPOLI (Teatro Augusteo).

Sul palco, oltre a Francesco Bianconi (voce, chitarre, tastiere), Claudio Brasini (chitarre) e Rachele Bastreghi (voce, tastiere, percussioni), ci saranno Ettore Bianconi (elettronica e tastiere), Sebastiano de Gennaro (percussioni), Alessandro Maiorino (basso), Diego Palazzo (tastiere e chitarre) e Andrea Faccioli (chitarre).