Sbronzi di Riace


...E allora versa


Cd, 1994 ,

Recensione
di
Questo non è un ciddì, ma un testo in grado di stimolare nella nostra mente, troppo presa dai problemi materiali, un incipit metafisico, sì da porci la "Domanda" per eccellenza: PERCHÉ?! Perché tutto ciò? Perché gli Sbronzi Di Riace, che già dal nome denunciano una ironia da carciofi lessi, hanno fatto questo disco? Che bisogno c'era? Perché è stato distribuito? Perché è stato venduto e non regalato con una confezione di detersivo W5? Ascoltando questo disco, una miscela di mortali canzoni originali e di fin troppo scontate cover, la mia psiche si rifiuta di accettare il fatto che questo disco esista, ma vuole credere che si tratti in realtà di una allucinazione indotta da una sovraesposizione a musica digitale (torniamo all'analogico!!!).
Cominciamo dalle cover, delle quali già non si sentiva il bisogno: sono state rifatte uguali all'originale, non solo per il modo di cantare e suonare, ma persino per la voce del cantautore che è stata imitata alla perfezione... A che pro tutto ciò? Mah, chiedetelo ai 14 artisti che hanno contribuito a comporre questa abnormità. Che bisogno c'era di risentire Il pescatore e Don Raffaè di Fabrizio De Andrè, Samarcanda di Roberto Vecchioni, La strana famiglia di Giorgio Gaber, Un giorno insieme di Soffici, 4-3-'43 di Lucio Dalla (forse l'unica cover a brillare per originalità, essendo fatta in una insopportabile versione swing)?! Nessuno! Allora questi pezzi sono serviti solo da riempitivo (o da rafforzativo?) alle altre penosissime canzoni, che non brillano certo per creatività? Un po' di vino, di Stefano Cirillo e Glauco Zuppiroli, vorrebbe essere una goliardata lontanamente imparentata ai cult di Tony Santagata Lu maritiello, ma non ne ha l'inebriante forza ed il solo effetto che se ne ottiene è quello di dare un po' di emicrania e di farci venire sonno. Addio madre addio e Dolce signora di Walter Nadalini e Sono amico di Stefano Cirillo, sono encomiabili per il loro contributo al rispetto dell'ambiente, vista la loro estrema biodegradabilità, non lasciando la minima traccia di sé non solo nell'aria, ma anche nella memoria. Unica cosa di tutto il CD che può stimolare un po' il sistema linfatico è Una tantum di Stefano Cirillo. Ma è poca cosa: una schitarratina simpatica. Tutto il disco vorrebbe essere ispirato da delle abbondanti bevute di lambrusco, Guccini style, e lo stesso CD è sponsorizzato dall'Osteria La Cantina del Baccanale! Ma, anziché comporre le canzoni sotto effetto dell'inebriante bevanda, sembra che i Nostri l'abbiano fatto il giorno dopo, completamente intontiti e decisamente depressi.


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