Cinzia De Carolis
Papà non correre
Recensione
di Fabio "F.C.N." Casagrande Napolin
Il disco inizia a girare sul piatto, la puntina si cala inesorabile come una mannaia sui
solchi neri e lucidi del vinile, ecco le prime note… Si parla di fiori, di natura, ptrebbe
sembrare un inno hippy-ecologista un po' demente, poi invece le raccomandazioni della
bimba al babbo al volante rivelano trattarsi di qualcosa di peggio, di una sorta di ode dei
figli del pneumatico, altro che fiori! Sentite un po' di cosa sono capaci quelli della ERRE:
"sfiora il metallo il cemento, si piegano i rami col vento, passa una casa, soltanto un
colore, sulla tua strada c'è un fiore che muore, se uno si volta fa male a guardare,
continua a guidare. Lascia passare chi vuole, di certo non perdi l'onore, ti sembra giusto
giocare la vita per un'istante rubato alla strada? Se tardi un attimo non ci badare, ma
lascialo andare, caro papà non correre..." Incredibile


