Presentazione Technics (Milano, 14 aprile 2015)

Pubblicato il 18/04/2015

{1}Argomento|]1,Inf]Argomenti: Riproduzione audio hi-fi

È passato qualche mese dall’IFA di Berlino in cui Panasonic annunciò il ritorno del marchio Technics, il 14 aprile finalmente ha avuto luogo la presentazione italiana dei due dispositivi a marchio Technics che segnano il ritorno del prestigioso marchio giapponese nel mondo dell’HI-FI.

Chiunque sia appassionato di questo mondo conosce tale marchio, tuttavia per i più giovani e per chi compie in questo mondo i primi passi mi sembra corretto ripercorrere brevemente le tappe fondamentali che hanno segnato la storia di Technics, per chi invece volesse un elenco completo lascio il link al sito italiano di Technics.

La storia di Technics nasce nel 1965 con il Technics 1 diffusore in sospensione pneumatica a due vie compatto, ma con la capacità di suonare in basso pari a quelli di diffusori a torre. Nel 1966 toccano al 10A e al 20A nonché il primo preamplificatore e il primo amplificatore di potenza a marchio Techinics. Per trovare un pezzo tuttora venduto, ma purtroppo appena uscito di produzione, bisogna passare al 1972 … si si sto parlando di lui: l’SL1200. Ancora un salto che vorrei fare giunge al 1975 e porta il nome di Technics 7 ovvero l’espressione della teoria e tecnologia “Linear Fase” propria di Techinics (è importante la ritroveremo infatti anche in questa presentazione del 2015). Nel 1986 viene alla luce l’SB-RX50 con driver coassiale piatto (ritroveremo questa caratteristica anche ora in entrambi i diffusori proposti). Nel 1992 invece vediamo il SU-C7000 preamplificatore alimentato con un alimentatore a batteria (troveremo anche ciò tuttora) , e il suo compagno SE-A7000 amplificatore di potenza che vede l’introduzione di nuovi FET.

Terminiamo però quella che è la storia, anche se, come avete letto, segna profondamente la struttura e la filosofia dei nuovi impianti.

Siccome Technics inserisce una buona dose di innovazioni tecnologiche credo che per rendere il tutto più chiaro sia necessario iniziare da una presentazione dei vari dispositivi che compongono i due sistemi.

Il primo è il C700 una serie composta da: Lettore CD SL-C700, Network Audio Player ST-C700, Amplificatore stereo integrato SU-C700 e diffusori SB-C700.

L’SL-C700 oltre a leggere a velocità x, per minimizzare i rumori meccanici, compie un upsampling fino a 32bit/176.4kHz, inserisce un generatore di clock per ottenere un controllo preciso della temporizzazione digitale, la sua struttura è basata su un doppio chassis in metallo ed è dotato sia di uscite analogiche sia di uscite digitali.

L’ST-C700 è invece un Network Audio Player che nasconde all’interno molto di più di ciò che il nome indica: non mancano le tecnologie DLNA, Airplay, Bluethoot; è inoltre dotato di porta Ethernet, sintonizzatore e DAC USB. Anche questo dispositivo compie un upsampling fino a 24bit/192kHz, dotato di generatore di clock e di un DAC che è tra i migliori di Texas Instrument, ovvero il PCM1795. Dotato di uscite sia digitali sia analogiche è fornito di filtri per attenuare i rumori dovuti agli ingressi digitali. Per migliorare ulteriormente l’isolamento da rumore funziona tramite l’alimentazione a virtual battery.

L’SU-C700 è invece un amplificatore integrato di tipo stereo. Capace di erogare 45 Watt su 8 Ohm. Dotato sia di ingressi analogici, sia di ingressi digitali è un amplificatore completamente digitale fornito delle innovative tecnologie Technics: JENO Digital Engin e LAPC. Monta inolre un generatore di clock e un DAC.

Per finire il sistema premium ci sono i diffusori SB-C700. Diffusori da stand che montano un innovativo driver di produzione Technics di tipo concentrico a due vie; tale configurazione permette di ottenere una sorgente punto. La struttura del driver vede un midwoofer dal diaframma piatto per minimizzare turbolenze che andrebbero a rovinare la risposta del tweeter, un super-tweeter posto esattamente al centro e capace di raggiungere i 100kHz, cestello in alluminio pressofuso leggero ma estremamente resistente e doppio magnete. Il mobile del diffusore è in legno MDF, il Baffle è di spessore pari a 42mm così da essere eliminare risonanze indesiderate. Il caricamento del diffusore è di tipo Bass Reflex posteriore, il reflex stesso è progettato con una funzione parabolica quadrata così da minimizzare i vari effetti indesiderati che il caricamento Bass Reflex porta con sé.

Passando ora al sistema Reference Class troviamo in primis l’SU-R1 apparecchio che fonde assieme la sezione di Network Player (e DAC) e la sezione di preamplificazione. Dotato di ingressi analogici e digitali, monta anche un ingresso USB di tipo asincrono, che viene sfruttato per la sezione DAC basata su un PCM1792 di Texas Instrument. Sono presenti i filtri di riduzione del rumore agli ingressi digitali, è inoltre dotato di doppia alimentazione (una dedicata alla sezione digitale, l’altra alla sezione analogica) e la tecnologia Virtual Battery è ivi riproposta. È inoltre dotato di: generatore di clock, convertitore digitale/analogico. Propone l’upsampling a 32bit/192kHz. È inoltre fornito di tecnologie DLNA, Airplay, Bluethoot. Tuttavia la tecnologia più interessante è quella del Technics Digital Link.

L’amplificatore della Reference Class è l’SE-R1 amplificatore finale dal peso di circa 50Kg. Dotato di input analogici è fornito anch’esso di tecnologia Technics Digital Link per potersi interfacciare con l’SU-R1 in modo perfetto. Fornito di JENO Digital Engin e LAPC la sezione di potenza si basa su un nuovo FET capace di erogare 150W su 8Ohm: il GaN-FET. Monta inoltre un generatore di clock alimentato a batteria. Tecnicamente importanti sono il fatto che la configurazione di questo amplificatore full digital è di tipo Dual-Mono e il percorso del segnale è studiato per essere il più breve possibile.

Infine vi sono gli SB-R1, ovvero due diffusori a torre costruiti allo stato d’arte e dal peso superiore ai 70Kg. Il Baffle è di ben 50mm, il legno usato è di tipo MDF. La forma data è di tipo a goccia. Il mobile è diviso in due parti simmetriche di circa 50L l’una; quella inferiore è dedicata a due midwoofer da 6,5 pollici destinati alla riproduzione delle sole basse frequenze, quella superiore è dedicata ad una configurazione MTM particolarmente efficace in cui vediamo utilizzati due midwoofer identici a quelli della parte inferiore e il particolare Driver Concentrico di Ideazione Technics. Il tutto è caricato in Bass Reflex, non confondi però la presenza di un doppio tubo reflex, non si tratta infatti di un Double Bass Refelx, bensì di un caricamento a Reflex singolo per ogni sezione. Una nota sui midwoofer: sono a corsa lunga, con doppio magnete e con diaframma in carbonio. Interessante il fatto che i filtri crossover non si trovino su un’unica board, ma su board differenti. Il tutto è ben amalgamato per ottenere una sorgente sempre di tipo puntuale, e un sistema a fase lineare.

Dopo questa carrellata di informazioni vorrei passare a descrivere brevemente le tre le tecnologie fondamentali alla base dei nuovi sistemi Technics: Accurate Digital Technology, Noiseless Signal Technology, Emotive Acoustic Technology.

Accurate Digital Technology non può non farci venire in mente le nuove tecnologie digitali, siano esse per la riproduzione della musica, siano esse per la sua trasmissione o amplificazione; Technics le intende tutte insieme.

La prima espressione di tale tecnologia è il JENO Digital Engine. JENO è l’acronimo di Jitter Elimination and Noise-shaping Optimization. Una prima fonte di distorsione in un segnale digitale è il Jitter, con JENO Technics vuole eliminare questa fonte di rumore accoppiando un generatore di clock al Sample Rate Converter che antecede il PWM Modulator andando a ricreare digitalmente la perfetta onda sinusoidale.

La seconda espressione è il GaN FET, ovvero un FET grosso quanto una capocchia di spillo capace di seguire meglio le variazioni d’onda presenti nella traccia, e capace di fornire 150W su 8Ohm.

La terza espressione è il LAPC ovvero Load Adaptive Phase Calibration; in parole povere una tecnologia che permette di regolare dinamicamente la fase tramite il controllo elettronico dell’uscita di potenza che permette di regolare la fase ottenendo una risposta massimamente piatta. Tutto ciò senza l’ausilio di microfoni, ma analizzando l’uso di Volt ed Ampere richiesti dai diffusori. Il fatto estremamente interessante di questa tecnologia è che si possono usare i cavi e di diffusori che si vuole, sarà l’amplificatore grazie a LAPC ad adattare la sua risposta in base a ciò che il sistema richiede.

Interessante è appunto che tale tecnologia permette di compiere tutte queste azioni in maniera digitale, ovvero in modo completamente differente dal funzionamento che caratterizza un amplificatore di classe D.

Noiseless Signal Technology: chiunque abbia provato un po’ di sistemi sa come il rumore generato dal circuito stesso è il pericolo N°1, Technics concorda su ciò ed è andata minuziosamente a cercare come ridurre questi rumori.

Un cavo di segnale analogico può essere fonte di rumore, Technics per sfruttare al meglio il proprio sistema digitale usa cavi ethernet (non forniti, tranquilli Franz Balzuweit mi conferma che un cavo ethernet qualsiasi va bene, infatti sono creati su specifiche molto precise , ma allora come fanno a colloquiare tra loro preamplificatore e finale? Technics ha creato il Technics Digital Link un trasmettitore digitale a basso rumore che permette alle due componenti di colloquiare tra loro rendendo di fatto la parte di preamplificazione full-digital, il preamplificatore invia al volume controll interno all’amplificatore finale le indicazioni inerenti al volume richiesto. Perché tale scelta? Semplicemente il LAPC è inserito per minimizzare il percorso all’interno del finale e pure esso deve influire sul volume controll.

Altra importante fonte di rumore sono le connessioni, sebbene ci siano gli ardui sostenitori del fatto che le connessioni digitali non hanno rumore, chiunque con PC sotto sforzo in un momento di ascolto ha potuto tranquillamente constatare tutti i rumori interni presenti. All’interno del ricevitore digitale sono infatti state prese tutte le precauzioni per eliminare tali rumori e non mancano i filtri alle porte USB.

Non ultima fonte di rumore è l’alimentazione. Nel lettore di rete/preamplificatore vi sono ben due alimentazioni: una per il segnale digitale e una per il segnale analogico, nel finale c’è un trasformatore da 7 Kg. Per minimizzare ulteriormente i rumori il lettore di rete sfrutta un’alimentazione a batteria virtuale realizzata tramite un condensatore ad alta capacità, che permette di linea rizzare l’alimentazione; tale tecnologia di Virtual Battery è usata anche per alimentare il generatore di clock.

Allora è tutto digitale e nulla può essere usato se non con gli altri dispositivi Technics? Assolutamente no! Le connessioni in ingresso sono sia digitali sia analogiche, il che permette di accoppiare i vari componenti a vari altri dispositivi.

Passiamo ora ai prezzi: siccome non sono stati ancora confermati ritengo poco serio pubblicare i prezzi precisi, tuttavia si tratta di circa 40000€ per il sistema R1 e una cifra di 4500-4700€ per il sistema C700.

A conclusione della presentazione nello spazio alle domande è stata posta una domanda circa all’SL1200, sembrerebbe che gli ingegneri Technics siano al lavoro o abbiano intenzione di lavorare attorno alla creazione di un nuovo giradischi. Due ulteriori domande poste dal sottoscritto sono state di stampo tecnico. La prima era inerente alle motivazioni circa l’uso di midwoofer da 6,5 pollici piuttosto che l’utilizzo di driver di sezioni più generose; la risposta è stata soddisfacente sia dal lato tecnico sia dal lato marketing. Lato tecnico dei midwoofer sono più veloci di un woofer da 10 pollici, l’uso di 4 midwoofer identici permette di ricreare il basso fornito da un driver di 10-12 pollici e ultimo, ma non meno importante, permettono un posizionamento in ambiente più facile da gestire e quindi adattabile a vari ambienti. Verificata la veridicità tecnica della soluzione, non meno vera la risposta marketing: la moglie preferisce qualcosa di piccolo …

La seconda questione era circa l’uso di un carico Bass Reflex, piuttosto dell’uso di altre tipologie di carico, la motivazione tecnica sta nel fatto che tale sistema è tra i due sistemi più studiati e facilmente gestibili in una produzione di stampo industriale anche se fatta in modo artigianale; e risulta inoltre più facilmente posizionabile in ambiente per un mero discorso di volumetrie (insomma lo dico sempre una tromba o una linea di trasmissione non si infila ovunque).

Per concludere mi sembra corretto spendere due parole anche circa il suono sebbene 3 tracce per sistema non siano certamente copiose per dire qualcosa di serio (soprattutto la stanza non era ottimale con un soffitto molto basso, ad occhio più basso di quello di una normale abitazione quindi prendete tali parole come impressioni): suono pulito, veloce chiaro … mi riservo ulteriori pareri per una futura e più seria recensione.

Network Audio Player Technics ST-C700
Foto por Marco Maria Maurilio Bicelli
Diffusori Technics SB-C700
Foto por Marco Maria Maurilio Bicelli
Panoramica serie Technics C700
Foto por Marco Maria Maurilio Bicelli
Amplificatore stereo integrato Technics SU-C700
Lettore CD Technics SL-C700
Foto por Marco Maria Maurilio Bicelli
GaN-FET 4
Foto por Marco Maria Maurilio Bicelli
Trasformatore del Technics SE-R1 (peso 7 kg.)
Foto por Marco Maria Maurilio Bicelli
Amplificatore Reference Class Technics SE-R1
Foto por Marco Maria Maurilio Bicelli
Diffusori a torre Technics SB-R1
Foto por Marco Maria Maurilio Bicelli
Technics SU-R1 (Network Player, DAC e sezione di preamplificazione)
Foto por Marco Maria Maurilio Bicelli